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Wednesday, September 22, 2021

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Sistema Accoglienza Integrazione

SERVIZIO DI ACCOGLIENZA S.A.I. BIELLA (Sistema di accoglienza e integrazione sensi della L. 173/2020)

COSA OFFRE

Il SAI è costituito dalla rete degli enti locali che – per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di "accoglienza integrata" che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

 

In Italia i SAI sono finanziati dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’Asilo, che è gestito dal Ministero dell’Interno in accordo con l’ANCI, attraverso il Servizio Centrale (www.serviziocentrale.it).


Il SAI offre i seguenti servizi:
Mediazione linguistico-culturale, accoglienza materiale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, apprendimento della lingua italiana, formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, tutela legale, tutela psico-socio-sanitaria (per maggiori dettagli si veda il manuale Operativo pubblicato nella sez. Documenti del sito  www.retesai.it ).

 

A CHI E' RIVOLTO

Alle persone straniere richiedenti asilo, beneficiarie di protezione internazionale e con permesso di soggiorno rientrante nell’elenco specificato nella L.173/2020.
La Convenzione di Ginevra adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 28 luglio del 1951 stabilisce le condizioni per essere considerato un rifugiato, le forme di protezione legale, altri tipi di assistenza, i diritti sociali che il rifugiato dovrebbe ricevere dagli Stati aderenti al documento e gli obblighi di quest'ultimo nei confronti dei governi ospitanti.
La Convenzione, resa esecutiva in Italia con la legge del 24 luglio 1954 n. 722, definisce “rifugiato” colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra".
Ad integrazione della Convenzione è intervenuto il Protocollo di New York nel 1967 che ha rimosso le limitazioni temporali e geografiche fissate nel testo originario della Convenzione.

COME SI OTTIENE

L'ammissione ai centri di accoglienza del Sistema, fino a esaurimento dei posti complessivamente disponibili, è disposta dal Servizio centrale istituito dal Ministero dell'Interno Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione su segnalazione dei singoli progetti territoriali o di enti terzi (prefetture, questure, associazioni).
Richiedente protezione internazionale è la persona che, fuori dal proprio Paese d'origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti (in Italia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale) non decidono in merito alla stessa domanda di protezione.  

 
CHI LO GESTISCE

 Il SAI Biellese è un servizio del Consorzio IRIS (Comuni del Biellese occidentale) in accordo con il Consorzio CISSABO (Comuni del Biellese orientale) che viene gestito dall'Associazione Temporanea di Scopo costituita da Coop. Tantintenti (capofila), Coop. Maria Cecilia, Consorzio Filo da Tessere.

 

PER INFORMAZIONI telefonare allo Sportello Unico Socio Sanitario Numero Verde 800 322 214







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